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Pensiero e forme di sculture in dialogo a Pradalunga

“Pensiero e forme di sculture in dialogo”, questo il titolo della rassegna curata da Enzo Catini, fa incontrare le opere di Davide Balossi, Elio Bianco, Audelio Carrara, Alfredo Colombo, Giorgio Marcassoli, Imerio Rovelli

 Short track

“Pensiero e forme di sculture in dialogo”, questo il titolo della rassegna curata da Enzo Catini, fa incontrare le opere di Davide Balossi, Elio Bianco, Audelio Carrara, Alfredo Colombo, Giorgio Marcassoli, Imerio Rovelli nel segno dei materiali tradizionali – legno, pietra, ferro, ceramica – e della ricerca formale contemporanea, dalla neofigurazione, agli echi pauperisti, all’astrazione lirica, alla progettazione spaziale.

In una scena espositiva sempre più popolata da proposte concettuali, sempre meno legate alla capacità di elaborare uno stile, questa mostra si pone come un’occasione di richiamo per gli amanti del gesto scultoreo inteso come arte e come tecnica. L’allestimento, che intreccia i diversi stilemi degli autori, è anche una verifica dei confini linguistici del fare scultura e sperimentazione plastica oggi con materiali caratteristici della disciplina.
Alfredo Colombo elabora gli archetipi della civiltà contadina in semplici forme verticali o circolari che raccolgono la memoria e l’identità del territorio ridefinendo oggetti e significati nel nuovo contesto d’uso.

Le canoe di Audelio Carrara reagiscono alle alienazioni della contemporaneità restituendoci il sapore perduto dell’altrove, di luoghi dove la tecnologia ancora “asseconda la natura, temendola e rispettandola”. Un gioco di equilibri e disequilibri che ha a che fare insieme con la scultura, con l’architettura e, inevitabilmente, con l’antropologia. Tra gli interventi di più forte impatto visivo, quello di Imerio Rovelli che propone “evanescenze e annientamenti”, una serie di volti in terracotta disseminati a terra sopra una scacchiera di lastre radiografiche: le identità deformate, i volumi contorti delle “maschere” mettono in scena una sorta di drammatica partita esistenziale che non lascia intravedere vincitori. Una ricerca di autenticità che attraversa anche il linguaggio di Davide Balossi, se pure in forma più rassicurante. Slanciate silhouette umane sapientemente intagliate e smussate nel legno pongono domande sull’identità individuale, cui l’artista risponde valorizzando il concetto di fragilità della condizione umana, simboleggiato dall’icona della lacrima.

Hanno qualcosa di scenografico le strutture lignee di Giorgio Marcassoli,che giocano tra realtà e metafora disegnando scale che non trovano appoggio, sinuose forme “senza forma”, volumi in bicromia che si reggono sui vuoti. Protagonista assoluta la libertà dell’immagine mentale che all’oggetto ha dato origine.

Con le opere di Elio Bianco si entra nell’universo del “costruire” una forma e dell’“isolare” un pensiero. L’artista procede per sottrazione, piegando i materiali all’idea e l’idea ai materiali. Il risultato sono visionari “rifugi” in terracotta che serbano il fascino organico e magico del bozzolo e della meteora, oltre a due elementi architettonici che interpellano i concetti di varco e di altrove.

La mostra inaugura sabato 28 ottobre alle 17 nello spazio espositivo del municipio di Pradalunga. Nel calendario delle iniziative del “novembre culturale” si prevede per venerdì 3 novembre (ore 20.45, negli stessi spazi municipali) il commento con recitazione del canto primo dell’Inferno dantesco a cura di Giuseppe Piantoni.
La mostra è aperta negli orari d’ufficio del municipio: 9 -12.30 e giovedì 9 -12.30, 15.00 – 18.00.

  



 

 

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