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Imerio Rovelli

Sito Provincia di Bergamo (2010)

Una mostra pensata per proporre ed accostare la produzione più tradizionale a quella più recente dell'artista bergamasco. La Val Brembana accoglie l'arte di Imerio Rovelli e la contestualizza esponendola nella sala polivalente del Comune di Piazza Brembana. Rovelli ama lavorare la materia; creta, gesso, marmo, pietra, terre, ossidi, grafite, cere, bronzo, sono materiali che gli hanno permesso di creare infinite sperimentazioni di pregevole fattura. Rovelli realizza sculture raffiguranti teste deformate e contorte, a rappresentare l’uomo moderno, che si trova svuotato ed annientato nell’anima; una serie di volti realizzati in argilla, che presentano ferite, macabre emaciazioni, segni di violenza dai quali emerge un forte senso di angoscia, turbamento, che invitano l'osservatore a riflettere sui reali valori dell’esistenza, confrontandosi con realtà dissimili dalle nostre, ma che, con un niente, entrano a far parte della nostra vita. Un’indagine psicologica che Rovelli porta avanti nelle serie dei “lacerati corpi” appunto, nei quali la materia deformata, diviene il simbolo della lacerazione interiore dell’uomo di fronte al dramma della solitudine, ulteriormente accentuata da patinature a freddo, realizzate con l’utilizzo di particolari inchiostri mutuati dal mondo della stampa industriale. La figura umana diviene il soggetto ideale non solo di una ricerca estetica, ma anche intellettuale. Completa la mostra un’altra interessante sezione di torsi umani realizzati con resine sintetiche e decorati con inusuali materiali quali inserti di carte stagnole colorate o resine poliuretaniche. Il corpo viene sventrato, deriso, oltraggiato: un atto antieroico di umiliazione e primitivizzazione del senso del reale e della vita. L’artista, giunto a questa temporanea sospensione della forma, rivolge al corpus un significato di presenza quasi scenica, teatrale. La banalità e la quotidianità degli atti psicofisici dell’uomo vengono esaltate e cancellate. L’opera dell’artista è un processo creativo di genesi dionisiaca di colori e materie, esistenze tragiche ed enigmi irrisolti. Le “Skins” e gli “Animals” rappresentano l'ultima fase evolutiva delle scelte artistiche volte ad indagare una repentina deriva dell'umanità, mostrando pelli ed animali improbabili, stravolti da genetiche mutazioni e dalla deculturazione costante a cui veniamo assoggettati.

Lucentezza.